
Spalancai il balcone e guardai giù quasi come
assicurarmi che solo facendo un volo avrei lasciato su nel mio tugurio, che era
la misera e tapina rappresentazione di un monolocale, tutti i miei problemi,
legati ad un ragazzo che non c'era, se non per sfruttarmi sessualmente.
E poi c'erano i debiti contratti a causa di mia sorella che si era crogiolata
tra viaggi e costosi capi di vestiario, morta suicida 4 anni fa.
Sperai e pregai in silenzio di non sentire dolore, immaginai l'impatto.
Il freddo mi anestetizzava il viso e il cuore, in quel momento non sentivo più
nulla. Mi beai di non sentire neanche rancore verso Dio, però gli chiesi di
darmi un segno ed io non avrei fatto un volo di sei piani.
Un campanello risuonò in lontananza, era il mio telefono anzi la musica
infantile che avevo messo come suoneria per l'arrivo di sms,che mi aveva
riportata alla realtà.
Corsi al telefonino sperando che fosse lui, altrimenti mi sarei buttata.
Sapevo che non era lui ma, volevo fare questa piccola scommessa con me stessa.
Come un gioco...
Continua...