Mi chiamo Valeria ma per tutti qui in paese sono Valerina, un nome che da piccina mi avevano messo a causa di una magrezza esagerata, magrezza che dopo 3 gravidanze e problemi ormonali, non esisteva più, in compenso era rimasta una donna felice, serena vogliosa di vita, e gioiosa.
Il mio matrimonio dopo tanti e tanti anni era sempre perfetto, certo non mancavano i piccoli litigi causati dalla noia.
Di fatto io amavo Roberto mio marito, e nessuno poteva
mettere in dubbio.
Domenica 24 aprile di ben 4 anni fa, non la
dimenticherò mai finchè avrò vita, perchè qualcuno
aveva deciso di portarmi via tutto, anzi possiamo
dire qualcuna.
Era il nostro anniversario di matrimonio ben 35 anni
insieme, mio marito mi svegliò con un bacio e mi
diede gli auguri mi porse un piccolo pacchettino
celeste con un piccolo nastrino dorato.
Aprii il pacchettino in un attimo, e dentro luccicava un
bellissimo anello con un cuore al centro(metterò
la foto in moto da soddisfare la vostra
curiosità).
Lo guardai e rimasi senza fiato era bellissimo e
sicuramente lo aveva preso a rate perchè era costoso.
Certa che mi portasse fuori a pranzo mi preparai.
Mentre mi truccavo telefonai a mia figlia per
raccontargli del regalo.
Gli altri 2 figli miei, erano in viaggio in Egitto,
insieme, e non volevo disturbarli.
Mentre parlavo vidi mio marito, entrò in bagno si
profumò e si preparò per uscire era più preparato
del solito, era per il nostro anniversario.
<< Cara, io devo uscire, ho una visita di condoglianze
da fare, un mio carissimo amico, farò presto, e poi
andiamo fuori>>.
Si fecero le 16 del pomeriggio, il suo cellulare era fuori copertura.
Pensai che sicuramente aveva incontrato qualcuno con cui parlare ed aveva fatto tardi senza rendersene conto, mangiai del formaggio e mi misi sul divano a riposare, mi addormentai e mi svegliai dopo qualche ora, quando mio marito tornò erano le 20 passate.
<< Amore, mi devi scusare ma ho avuto un contrattempo, si è rotta anche la macchina>>
<< Ma la macchina è uscita dal meccanico 3 settimane fa>>
<< Sai lo spinterogeno, non me lo ha riparato perchè era da cambiare anzi sai che ti dico domani ci riporto la macchina e aspetto che la fa davanti a me>> disse con un tono troppo calmo.

L'indomani io chiesi di accompagnarlo e lui si rifiutò dicendo che era geloso dei ragazzi che stavano dal meccanico tutti belli e giovani.
Mi chiamò dopo un poco mio figlio e mi disse che si stavano divertendo, poi mi chiese del padre, ed io gli risposi che era andato a riparare la macchina perchè si era rotto lo spinterogeno.
Mio figlio disse, che era impossibile, la macchina aveva una cosa che si chiamava centralina elettronica e che questo particolare "aggeggio" non si usava più.
Io non capivo nulla, infatti mi sono permessa di scrivere ma non so neanche cosa sto dicendo in merito a queste cose di motori.
Presi il taxi e andai all'officina di Alberto, convinta che mio marito, completamente ignorante in materia di motori si sarebbe fatto prendere in giro e pagando ciò che non doveva.
Arrivata all'officina, Alberto fu gentilissimo e mi chiese se mio marito avesse cambiato meccanico, non lo vedeva da mesi.
Abbozzai un sorriso e dissi che la macchina stava andando bene in fondo aveva 4 anni solo, ed ero lì per caso.
Scappai letteralmente, e decisi che avrei camminato a piedi.
Camminando, vidi da lontano l'auto di mio marito accanto a lui c'era una donna giovane.
Lui non mi vide, parcheggiò e andò ad aprire lo sportello alla giovane, dopo aver chiuso l'auto la prese per la mano e le diede un bacio a fior di labbra.
Un dolore violento nel petto, mio marito aveva un'altra.
Dallo choc restai immobile senza riuscire a dire nulla.
Al ritorno a casa, presi tutti i suoi panni e li misi in una valigia senza piegarli neanche, mentre il pianto mi consumava lentamente.
Quando mio marito tornò,cercai di non fargli capire che avevo pianto.
L'avrei cacciato fuori, ma lui mi precedette e fu questo che mi fece morire dentro.
<<Cara, credo che io e te dobbiamo parlare, io ti voglio bene ancora tanto, ma non.. non ti amo più, ho un'altra, e credo proprio di amarla, ma ci sono cose peggiori che devo dirti>>.


L'anello

 

Non ascoltavo più nulla, gli intimai di andarsene dalla mia vita, per sempre.
Quella notte non chiusi occhi rimasi a guardarmi per capire cosa avessi, che non andava più bene.
Cucinavo bene, certo non ero bellissima ma neanche da buttare.
Ero ancora traumatizzata per piangere.
Quel mattino non mi alzai dal letto, e così feci per molti altri giorni, non cucinavo, non mi lavavo ero diventata una barbona, ma con un tetto almeno dove dormire.
Ormai odiavo il sole parchè pensavo che lui sarebbe uscito con lei, senza vergognarsi di quella disgraziata.
In tutti questi anni, io avevo certezze incrollabili, sapevo che io e lui saremmo invecchiati insieme mano nella mano, e che nessuno avrebbe inquinato la purezza di questo amore.
La voglia di morire mi attanagliava il cuore, non mi faceva più respirare, perfino alzarmi da un letto era diventato l'equivalente di scalare l'Everest.
Dopo qualche giorno, venne mio figlio a trovarmi, e vedendomi ridotta in quello stato pietoso, mi costrinse ad andare a vivere a casa loro.
Chiusi la porta di quella casa, quella casa comprata insieme con i nostri sforzi, quella casa testimone di tanto amore e devozione.
Mentre giravo la chiave, piangevo e pregavo in testa a me di morire subito di un male sconosciuto ma liberatorio.
La casa di mio figlio era grande ma accogliente, pensai subito che la vita mia sarebbe conclusa almeno circondata dall'affetto familiare.
Questa doveva essere la mia nuova vita.
Mio figlio scherzando disse che mi sarei rifatta una nuova vita, si con chi? pensai, mentre cercavo di sorridere,proprio per l'assurdità di quella battuta.

5 settimane dopo

Avevo ripreso a vivere, per modo di dire, e anche se la felicità non mi avrebbe più sfiorata, la mia vita doveva continuare.
Iniziai ad uscire e cercavo di sorridere, ma ormai non sapevo per cosa dovevo sorridere, obiettivamente non avevo un motivo valido per gioire di qualcosa.
Ma non avevo odio, anche se ero curiosa di sapere mio marito che fine avesse fatto.
E il destino dovette aver ascoltato ciò che avevo pensato, parchè lo vidi passare in auto,era solo ma andava di fretta.
Chissà dove andava cosa faceva, dove viveva.
 

Continua..

Accostò con l'auto a pochi metri da me.
Lo vidi scendere,dovette vedermi perchè lo vidi venire verso di me.
Cercai di non piangere in mezzo alla strada.
<< Ciao>>
<< Ciao>>
<< Lo so mi odi, perchè sono andato via da te, mi manchi ora e tantissimo, ma non credo che potrò tornare, perchè non posso lasciarla, perchè lei, lei soffre tanto>>
Lei soffre tanto? Ed io stavo bene? Secondo lui io stavo bene?
<< Certo lei soffre, io neanche un pò>>
<< Non è come pensi tu, lei sta molto male perchè è incinta e...>>
Cosa? rimasi impietrita, non riuscivo più a parlare, dovetti diventare bianca in volto perchè lui mi chiese ripetutamente se stavo bene.
Fuggii lontana, lo lasciai in mezzo alla strada.
Lo odiavo, anzi odiavo entrambi, non sapevo se lei o lui di più.
Perchè stava accadendo a me, che sono sempre stata una brava moglie? Non avevo mai guardato mai nessun altro, fedeltà e amore assoluto.
Perchè?
Stavo talmente male che mi augurai che l'Alzheimer mi facesse diventare un vegetale.
Piansi ancora e ancora, mi sbagliavo quando credetti che non avrei più pianto.
Pregai un Dio, lo stesso a cui avevo giurato amore e devozione verso un bastardo.

Mi decisi di telefonare ad Elsa, dopo aver vagato sul web in cerca di qualcosa, anche se io cercavo qualcosa per vendicarmi, non so neanche come mi trovai sul suo sito.
Le chiesi il consulto e lei mi disse cose belle e brutte, belle che loro due di sarebbero lasciati, che lei mentiva.
Lui sarebbe tornato ma ormai tra me e lui non ci sarebbe stato nulla più.
Io le chiesi di aiutarmi a riparare questo fragile cuore.
Lei mi disse che avrei incontrato un nuovo amore, era in cammino.
Non la credetti,però lei mi sconsigliò di fare alcun lavoro, invece altri mi avevano detto che c'era bisogno di rotture, legamenti e di pagare, pagare.
Lei mi disse che già domani mattina avrei visto le cose sotto un'altra luce.
Quel mattino mi svegliai, con una brutta sensazione avevo il cuore che mi batteva forte, tanto da aver paura di respirare, non la luce ma il buio, riuscii a chiamare mio figlio, ancora non era andato al lavoro e mi portò in ospedale.
Dopo un poco ero ricoverata, per accertamenti, anche se non c'era stata alcuna minaccia di infarto.

Il primo giorno del ricovero


<< Buongiorno>>
Qualcuno entrò ed alzò la tapparella, per far entrare più luce.
Guardai il medico che mi scrutò e mormorai flebilmente buongiorno.
<< Non ti ricordi di me?>> mi sorrise ed io rimasi senza parole, lui era...
<< Ti ricordi di me, sono Daniele, certo non sono più quello di allora, un poco invecchiato lo so, ma tu invece sei sempre in splendida forma anche se ti vedo un poco sottotono>>
Daniele, il mio vecchio pretendente, io non lo avevo mai guardato, perchè ero presa dal mio attuale marito, allora eravamo fidanzati e innammorati.
Lo guardai, era cambiato era diverso, era più maturo, i capelli non erano più scuri, ma sale e pepe, il viso era sempre uguale ma con qualche ruga profonda, ma tutto sommato era un uomo molto piacente.
Anche se io non mi sarei mai potuta innammorare di lui, mio marito era sempre presente, lui era, lui è e lui sarà.
Parlammo, un poco e seppi che aveva divorziato, sua moglie era "scappata" con il suo collega, e lui aveva deciso di occuparsi solo dei suoi figli e del suo lavoro.
Gli raccontai della mia storia e di tutto ciò che aveva contribuito a farmi stare male.
Parlammo e decidemmo che ci saremmo frequentati, ma nessuno dei due aveva intenzione di intraprendere un cammino sentimentale.

Due settimane dopo
La vita aveva ripreso il suo corso, ed ero contenta perchè io e Daniele uscivamo ogni sabato, da buoni amici.
Avevamo cenato fuori e ricordato i bei momenti quando eravamo più giovincelli.
Un sabato, mi disse che non ci saremmo visti.
Io uscii con i miei figli sentivo di nuovo quel sentimento forte che ti fà reagire e ti fà venire voglia di prepararti, di sorridere, di apprezzare ogni giorno della propria esistenza.
Anche se Daniele per me era solo un amico, quanto avrei voluto tornare ad amare nuovamente, ma ero chiusa all'amore, e invece Elsa mi diceva che il mio cuore avrebbe ritornato  a fare il suo dovere, cioè ad amare.
Nel locale dove ero con la mia splendida famiglia, notai una coppia, no non poteva essere, non volevo crederci affatto.
Era Daniele, accanto a lui una ragazza straniera, sembrava indiana, era molto giovane e stavano discutendo.
Lei era molto magra, con dei lunghi capelli neri.
Lui era impeccabile come sempre, indossava dei pantaloni scuri ed una camicia di alta sartoria, lui poteva concedersi il lusso di farsi confezionare capi su misura.
Ma a me cosa poteva importare in fondo, Daniele era un amico nulla di più.
Restai malinconica per tutta la sera, e non parlai se non qualche piccolo intervento dove riprendevo mio nipote che lasciava tutto nel piatto e giocava con il suo gioco elettronico portatile.
Perchè? Cosa mi faceva male? Lui aveva una vita con un'altra più giovane ed io nulla.
Subito pensai che io sarei rimasta sola, ma in fondo forse era questo che volevo.
Intanto lui continuava a discutere con la ragazza tra un pasto e l'altro.
Ed io discutevo nella mia mente conscia della mia solitudine e un poco delusa dalla mancanza di sincerità di Daniele, poteva dirmelo che stava con un'altra.
Io non gli avrei detto nulla, non potevo dire nulla.
 (continua)

 

Le verità dell'amore

Ormai ero convinta che l'amore non esistesse che fosse soltanto il frutto di un consumismo che si alimentava con regalini insulsi e futili come cioccolatini, anelli, dediche alla radio e altre sciocchezze che non servivano altro che ad arricchire i media.
Non mi sentivo più la stessa, era come se mi stessi allontanando dal mio corpo, non mi sentivo più viva.
Ed è una sensazione bruttissima, mi misi nel letto e dopo qualche goccia di sonnifero mi addormentai profondamente.
Il risveglio fu tragico mi sentivo come se mi fossi svegliata in una bolla, non ero lucida.
Mi dovetti riaddormentare,quando mi risvegliai trovai mio figlio e mia nuora accanto a me che mi osservavano preouccupati.
Avevo dormito tantissimo, ero andata a letto alle 22 e mi ero svegliata alle 11:30.
Chiamai Elsa, poverina la stressiamo un poco tutti, e le raccontai tutto ciò che mi era accaduto, volevo che lei mi ammettesse che l'amore non esisteva.
Ma lei mi disse tante cose belle, di come l'amore deve essere prima verso noi stesse, altrimenti difficilmente si riuscirà ad amare.
Mi parlò di tante donne che avevano iniziato a volersi più bene e di come poi gli eventi si erano cambiati in maniera positiva.
Fu come una scarica positiva, capii tante cose che prima non capivo.
Lei tirò per me una carta degli angeli e mi disse: "a volte noi ci crediamo cose che non sono, le apparenze ingannano e la nostra esuberanza senza la ragione trasforma le situazioni in catastrofi".
Cosa poteva voler dire?
Uscii senza badarci più, purtroppo sull'autobus incontrai una persona che non volevo incontrare.
Era la ragazza straniera che avevo visto cenare con Daniele, da quella sera lo avevo allontanato, gli avevo detto una bugia vile e impossibile secondo la quale ero tornata con mio marito e anche se mi aveva cercata tanto, io lo avevo evitato in tutti i modi, lasciando anche i miei familiari nel dubbio.
Guardai la ragazza, non sapevo se disprezzarla o meno, il suo cellulare squillò ed io fui presente alla sua conversazione, come una vecchia acida e pettegola che non ha più nulla ascoltai tutto.
<< Ciao pa', senti stasera devo vedermi con lui per favore, non dirmi nulla, abbiamo una festa, non posso mancare, ma perchè insisti su questa cosa dell'età, sono affari miei solo miei".
Iniziai a disprezzarla, quella sgualdrina, pensai, ma evidentemente lo dissi ad alta voce, risentita per aver perso un amico, era solo un amico Daniele per me?
<<Ragazzina ti dovresti vergognare, frequentare gli uomini maturi e rispondere a tuo padre>>
<<Scusi ma che vuole, ma di cosa si impiccia?>>
<<Io ti conosco, anzi conosco quelle come te, che se la fanno con gli uomini che possono essere suo padre>> risposi in un crescendo di rabbia, delusione e non so ancora quant'altro.
<< Ma lei scherza? Ma se il mio ragazzo è più piccolo di me di 3 anni e mio padre è per questo motivo che mi rompe l'anima>>
<< Brava, te la fai con entrambi>>
<< Ma che ca*** vuole?>>
Mi iniziai a innervosire e le spiattellai della sua cena romantica dove lei stava con un uomo adulto, che li avevo visti, gli rammendai il giorno e l'ora, la gente ci osservava senza fiatare e due ragazze commentavano con qualche risatina che non c'entrava.
<<Quell'uomo? E si lui è il mio amore, io ci tengo tanto per lui talmente tanto, perchè lui si è preso cura di me, mi ha adottato e non so immaginarmi padre migliore di lui>> rispose mentre vidi i suoi occhi scuri e profondi riempirsi di lacrime.
<<No,no mi dispiace>>.
La ragazza scese alla fermata successiva e mi disse con aria fredda: <<Solo gli sciocchi si basano sulle apparenze>>.
Ripensai subito al mio colloquio con la mia streghetta, mi scusai con la ragazza ma non dovette accettare le mie scuse, perchè rimase fredda è impassibile e i suoi occhi nerissimi mi guardarono come se volessero fulminarmi.
Dovevo chiamare Daniele, ma per dirgli che avevo trattato male sua figlia in preda ad un attacco di gelosia? Mi recai in ospedale decisa a parlargli, ma dato che il destino non si accontenta mai di farti star male per un solo evento ma tanti insieme fin quando il tuo povero cuore non cede, incontrai la donna che si era "rubato", si rubato è il termine giusto, mio marito.
Lei non aveva idea di chi fossi e decisi che dovevo parlarle dovevo capire cosa aveva di straordinario questa donna.
Cercai di non far uscire tutto il mio disprezzo e risentimento, che stava lentamente affievolendosi.
Qualche mese prima non avrei potuta incontrarla ed ora eccomi lì pronta a capire.
Scoprii che aveva 28 anni e un passato di cose brutte, ma la cosa peggiore fu quando vidi un uomo raggiungerla e prenderla per mano, ma non era mio marito ma un ragazzo che non aveva oltre 30 anni.
<<Tesoro, spero tu stia meglio>> disse il giovane, come se io non esistessi, preso da darle una notizia.
<<So che è difficile, dopo la tua isterectomia parziale, ma poi ti curerai, cioè si risolverà, ho parlato con il medico devi rifare quei controlli.>>
Isterectomia, non sapevo cosa fosse, ripetei ad alta voce e lei mi spiegò che in breve non poteva restare incinta, al momento, e che loro avevano tentato di avere un figlio.
<<Ma poverina, ma da quanto tempo che hai subito questa cosa terribile?>>
<<Da due anni a causa di un endometriosi di IV grado, così ha detto il medico purtroppo, ed io faccio la volontà di Dio.>>
Dio, lei non poteva neanche nominarlo, come poteva nominare Dio?
Stranamente non la odiai, ma mille domande affollavano la mia mente, era lei per essere lei la riconoscerei tra mille, e poi obiettivamente chi di noi donne, ferite, tradite e umiliate non riconoscerebbe la propria aguzzina? Quella che si è presa il nostro uomo, quella che senza chiedere scusa ci ha rovinato la vita?
Quella mattina era stata all'insegna della verità.
Salutai la coppia, anche se a questo punto non sapevo più quale fosse il ruolo di mio marito, e dove fosse la verità, lei a detta del mio ex marito era incinta qualche mese fa.
Restai un attimo sola e non sapevo più se andare da Daniele o da lasciar stare, ma gli eventi mi precedettero come sempre.
<< Ciao, sei venuto per aggredire anche me dopo averlo fatto con mia figlia?>> fu il saluto di Daniele gelido e sarcastico allo stesso tempo.
<<Scusami, scusatemi>>
<<Non dovevi permetterti, voglio che tu vada fuori, almeno che non ti debba far visitare o debba fingere un attacco di panico>>
<<Ti prego, cerca di scusarmi, io non sapevo, non volevo>>
<<Non scusarti, per me sei morta, e i tuoi pregiudizi da razzista infida tieniteli per te, e la prossima volta che la spingi io ti denuncio>>
Cosa stava dicendo, io non avevo detto nulla di tutto ciò, a meno che non avesse frainteso le parole, "le conosco quelle come te", ma sopratutto spinta? Ma che cosa aveva riferito la ragazza al padre?
Stavo per rispondere, ma lui infuriato se ne andò via, senza darmi la possibilità di rispondere.
Ma questa volta nessuna fuga, lo seguii e dissi di voler parlare con la figlia davanti a lui, volevo che lei dicesse la verità.
<<Ascoltami, Daniele io non so come dirtelo io credo che mi stavo innamorando di te, poi vi ho visti insieme ed ho tratto conclusioni avventate e mi sono inventata che sto ritornando con mio marito per rabbia.>> finalmente ora era tutto chiaro anche a me.
<<Tu ti stavi innamorando di me?>> chiese ma non riuscivo a percepire se vi fosse una vena sarcastica nella sua voce o era arrabbiato, o chissà che avesse.

Continua ancora e ancora

"No hai sbagliato, hai frainteso tutto, e mi dispiace se hai creduto qualcosa che non è. io vorrei ricambiare ma non è scattata quella scintilla."
Le lacrime velarono i miei occhi, rimasi a fissarlo come se aspettassi che lui mi dicesse che si era sbagliato, che mi amava. che l'aveva detto per
vedere una mia reazione. Io seppur dilaniata dal dolore non lo credevo.

Amore amaro

Ormai le cose con Daniele erano peggiorate, non mi cercava proprio più ed io non avevo più la forza di credere nell'amore, ma come poteva essere che io stavo male per lui e non per Roberto,il mio compagno di una vita sposato tanti tanti anni prima, in una chiesa piccola ma gremita di persone pensavo mentre ero quasi ipnotizzata dai miei pensieri, ogni tanto guardavo la piccola stanza confortevole con i muri celesti ed una bella poltrona-
letto beige, dove io ero sprofondata perchè necessitavo di comodità per pensare, per capire come avevo potuto fraintendere. Richiamai Elsa, che mi confermò che Daniele ci teneva per me e avrei scoperto come riaverlo indietro in pochissimo tempo, e che c'era qualcosa che non sapevo. Io come al solito la misi in dubbio, ma poi mi rimproverai perchè Elsa aveva avuto ragione in parecchie situazioni anche personali.

"Mamma qui c'è una persona", mi interruppe mio figlio,bussando lievemente vicino alla porta della stanza, io pensai subito a Daniele.
"Si, Si, fallo entrare" risposi mentre riponevo una rivista.
" Tu qui?"
" Devo parlarti"

" Mamma, se lo desideri papà va via subito"
" No, sentiamo cosa ha da dire" risposi in maniera disinteressata, lo guardai e in un solo istante mi chiesi come avevo fatto a sposarlo, neanche mi piaceva più.
" Sono qui, per dirti che con quella ragazza è finita, era solo un approfittatrice, lei era già impegnata con un altro, lui naviga e non c'è quasi, mai, lei intanto cercava altri uomini con cui si fidanzava e chiedeva soldi e regali, dicendo che doveva affrontare cure, perchè era rimasta incinta, ma in realtà lei non può, perchè ha avuto un intervento, sono certo che è così perchè io ho parlato con un mio amico di gioventù, sai quel Daniele T. è diventato un medico, lui non mi voleva dire nulla, ma io gli ho solo chiesto se la gravidanza proseguiva, ma la realtà era ben diversa, ed io
avevo capito...
"Senti non mi interessa affatto cosa avevi capito, il medico ti ha chiesto qualcosa di me, di te?"- lo interruppi in maniera brusca
" Si, mi ha detto che era a conoscenza della nostra separazione e gli dispiaceva, ma io gli ho risposto che stavamo facendo pace!"
Ormai lo so ci eravamo allontanati momentaneamente, ma io non soffro per una squallida approfittatrice, io amo te anche se mi sono allontanato ma la colpa è stata sua, io non ti ho mai dimenticata, tu sei la madre dei nostri figli, la compagna, l'amante ed io so che ti amo e sono pentito"
Non parlavo, pensavo velocemente, gli dovetti aver chiesto almeno tre o quattro volte di ripetere quello che aveva detto.
Lui mi ripetè che era dispiaciutissimo e pronto a ricominciare ma io volevo ascoltare quello che aveva detto al mio Daniele.
"Vattene, vattene ti odio mi fai pena veramente".
Dovevo andare da Daniele, il mio amore. Non lo credevo quando mi diceva che non ci teneva per me, quando parlò della scintilla metaforica.
Lo chiamai e dissi che era urgente dovevo vederlo, lui in un primo momento mi rispose con un no categorico, insistetti gli dissi che era una cosa serissima che doveva sapere.
Mi dette appuntamento per quella sera alle 20,00,sarebbe passato a prendermi a casa di mio figlio, non so come avrei potuto aspettare ma in qualche modo ci riuscii.
Lo vidi arrivare da lontano io lo aspettavo vicino al portone, ero così nervosa che non sapevo se avrei detto una sola parola sensata.
Scese dall'auto e mi salutò con garbo ma distaccato, aprì la portiera e mi fece accomodare, disse che avremmo parlato mentre andavamo al ristorante, e aggiunse che non c'era nulla di male, eravamo due buoni amici.
Inziai a credere che lui non ci tenesse affatto per me, non sapevo come avrei potuto aprire il discorso, avrei dovuto dire che avevo parlato con mio marito, ma questo avrebbe implicato il fatto che ero in contatto con il mio ex.
Con mio sollievo lui aprì il discorso.
" E tuo marito stasera ti lascia uscire con me?"
" Non stiamo più insieme è finita"
" Si da quando? Da stamattina, da ieri?"
" Ti prego ascoltami, tra me e mio marito è finita da molto tempo"
" Certo infatti lui sostiene che state tornando insieme"
" Lo so, so tutto"
" Cosa sai? Che state tornando insieme?"
Non era più lo stesso uomo, scherzoso ma imperturbabile, gioviale, mi sembrava un altro forse perchè era amareggiato, forse proprio perchè ci teneva, si era sentito prendere in giro? Mi persi nei miei forse e nei miei perchè."
" Sai io non mi fido delle donne, avete sempre qualche segreto"
" Cosa? guarda che io dovrei dirlo che non mi fido degli uomini, dopo quello che ho avuto dalla vita."
La rabbia, l'insoddisfazione e la frustrazione mi divorarono in pochi attimi e scoppiai a piangere, per chi mi leggerà è puerile che una donna della mia età pianga, ma il dolore non ha età.
Lui nel vedermi piangere perse un poco della sfrontatezza con la quale mi aveva chiesto del mio ex marito, ormai neanche più il suo nome mi interessava, perchè ripeterlo?
" Io non so perchè non vuoi credermi, io non so più che devo fare per farmi credere, lasciamo perdere, io sono stata onesta e non so perchè mio marito si è inventato questa assurda riconciliazione"
" Ti amo"
" Cosa?" ripetei cercando di sorridere,
" Si Valeria ti amo ora, ti amavo allora, e in tutti questi anni ho pregato di poterti dare  anche un solo bacio, un bacio casto sulla fronte, ma ora so che quel  bacio non mi basterebbe più ardo per te, ti amo e credimi ho avuto paura che tu tornassi con lui, che lo amavi ancora ma ora ti credo, voglio crederti"
Vuoi sposarmi?"
" Come?"


La verità tutta la verità nient'altro che la verità...
(Sperando che leggano le persone del mio paese)
Quello che venni a sapere dopo fu angosciante, Roberto, in questo momento non voglio dire neanche ex o marito o che altro, mi aveva riempita di bugie in tutti questi anni, e come se non bastasse aveva detto all'intero paese, parlo di oltre vent'anni prima, che il nostro era stato un matrimonio riparatore, e che lui anche se non mi amava si era preso le sue responsabilità.
Mi aveva sempre tradita, era fidanzato con 3 donne differenti di paesi vicini, ora comprendo i suoi viaggi di lavoro, tutte le persone morte, si ripeteva spesso a detta di lui, lui conosceva tanta gente e spesso moriva qualcuno, chi per infarto, chi per qualche brutto male e lui poverino era "costretto" ad andare ai funerali e passare tempo con i familiari e mi diceva di lasciare a lui l'ingrato compito di portare le condoglianze.
Tutto inventato di sana pianta, come quando mi ripeteva che lui mi amava viveva per me, che lui provava disgusto per chi tradiva, lui era un uomo di altri tempi.
Per certi versi mi veniva da ridere, al solo pensiero di tutte le bugie che mi aveva raccontato, ma era una risata amara, finta come lui.
Se penso alla figuraccia fatta con una povera signora che conoscevo bene, Laura, era sull'ottantina ed io incontrando la figlia per strada le detti le condoglianze, perchè sapevo che mio marito era andato al funerale il giorno prima. La figlia mi guardò malissimo,e mi mandò a quel paese , lasciandomi attonita senza riuscire a capire il motivo di tanta maleducazione. Tempo dopo la rincontrai e mi dette della "jettatrice", quando la madre morì realmente 5 giorni dopo per infarto.
Mio marito si giustificò e fece l'offeso dicendo che lui non veniva mai ascoltato, la signora si chiamava Ilaria no Laura.

Coma a Comando?

Con immensa gioia andai a vivere con Daniele. Lui mi disse che saremmo partiti per una crociera e per l'occasione dovevamo pensare ai miei vestiti, e insistette per regalarmi tanti vestiti e completini intimi molto romantici e merlettati, ormai era solo un ricordo quando al mercato del mio paese compravo mutande e biancheria anonima per 3 euro o a volte meno. Lui voleva darmi il meglio ed io pretendevo di ricambiare cucinando per lui, anche se lui aveva il cuoco a casa e Gisella la buona governante che gli aveva fatto anche da madre non mi faceva muovere un dito.
La figlia di Daniele, Miriam mi aveva accettata ed io ora non avevo nulla più di cui preouccuparmi, lei mi chiese di aiutarla nei compiti, in breve tempo fu dimenticata la nostra lite e lo spiacevole malinteso
Anche se mi sentivo sempre fuoriposto non ero abituata ad un simile tenore di vita, per cui cercavo di aiutare Miriam, ogni tanto cercavo di fare qualche servizio ma Gisella era sempre pronta a rimproverarmi scherzosamente.
Il giorno del viaggio si avvicinò sempre di più ed io non stavo più nella pelle.
Io e Miriam, andammo a farci i capelli insieme e la ricostruzione unghie, io mi feci applicare dei brillantini e lei Hello kitti ( si scrive Kitty n.d.r.), mi sentivo una ragazzina.
E in effetti lo sembravo, ero ringiovanita, anche se in tutta questa oasi di felicità e serenità ci furono due eventi che mi fecero scuotere un tantino.
Il primo fu il mio ciclo che rifece capolino, e il secondo fu il mio ex marito, Roberto insomma quell'essere bugiardo, mi disse che lui sarebbe andato in coma se io non fossi tornata. I miei figli mantennero il segreto della mia storia con Daniele per cui lui non sapeva dove fossi.
" Io andrò in coma, dal troppo nervosismo che mi stai dando" ripetè varie volte.
Che voleva dire? Scoppiai in una risata fragorosa, e gli risposi che avevo da fare.
Riattaccai e sperai di non averci più a che fare, avrei chiesto il divorzio anche se Daniele era per l'annullamento.
Alla fine di questa saga neo-romantica saprete come sono andate le cose.
 

 

Continua... Noi il mare e nulla più...

Mi avete scritto tantissime email  ve ne leggo qualcuna:
Grazie a Nilla, dice che leggendo di Valeria sta molto meglio, Grazie a Stefania " Me la sono stampata dal tuo sito la storia di Valeria e me la porto al mare", Grazie ad Alfredo che mi chiede se Valeria ora è single, Grazie a Marta L. " Elsa mi dai qualche anticipazione?", Grazie a Fiorellino79 " Elsa ma si sposeranno? leggo sempre la storia ma come andrà a finire?", Grazie a Tjone da Lucca " Elsa questa storia è bellissima, la sto leggendo anche se essendo una prof.ssa di lettere dovrei farti notare qualche errore, anzi diversi errori"
Lo so cara prof. , ma io cerco già di correggere qualche errore ma non sempre chi mi scrive è un prof. o può vantare titoli accademici.
Grazie a Fiorenza "Conosco Valeria, è dolcissima io sono dalla sua parte, e non si disperasse perchè il marito è un idiota, l'ha sempre tradita, è un verme"!  Grazie a Vittoria " Elsa è bellissima questa storia, ma posso scrivere anche io qualcosa e magari farmi pubblicità sul sito, una persona delle testimonianze sul tuo sito, ora ha sempre il negozio pieno da quando ha scritto per te"
Mi fa piacere ma non sapevo della pubblicità  e della popolarità che ha riscosso questa persona, tutti potete scrivere perchè no? In fondo la magia più grande è fare del bene e se posso aiutarvi a star bene scrivendo ben venga.
 Grazie a Erminia89 "Elsa a me non piace questa storia, lei è vecchia" Tu fai come una maga che mi criticava però intanto veniva sul mio sito. Lo so perchè ho una brava webmaster esperta,  Io ripeto non obbligo nessuno, Valeria mi ha chiesto di poter raccontare la sua storia, è la sua storia non la mia, ed io l'ho accontentata, non costa nulla scrivere sul mio sito e lei si sente il cuore più leggero, e ricorda che l'amore non ha età!!!!


Continua....
 


Guardai la scia della nave come se quella scia potesse avere un potere calmante, ero nervosa perché avevo avuto dei problemi con Daniele, io speravo che quella fosse stata una luna di miele e invece fu la "Luna di Viagra".
Ogni commento è un di più, cosa era successo tra di noi era un mistero.
Eppure lui era dolce, attento come sempre se non di più. Quel poco di sesso che c'era stato fra di noi era stato un flop totale. Lui mi ripeteva sempre di avere problemi sul lavoro, che forse non doveva prendersi questa vacanza.
Mi sentivo come se avessi mille colpe. Iniziai di nuovo a darmi colpe che non avevo, purtroppo io rientro nel gran numero di donne che sono convinte sempre di essere inferiori, di avere problemi, ma credetemi amiche che mi leggete ora so che la colpa non era mia ma dello stress che il mio amore aveva accumulato.
Io ero praticamente in forma smagliante, so che la foto non rende ma molti signori erano affascinati dalla mia eleganza, non sono una ragazzina ma sono donna e ne sono consapevole con i miei pregi i miei difetti e con tutto ciò che ho da offrire.

Quella sera ci unimmo al tavolo di una coppia di stranieri, delle persone con cui Daniele aveva stretto amicizia.
Lei era tedesca e molto simpatica, lui era un medico di Bolzano che faceva battute divertentissime e la cui autoironia era meglio di zelig.
Per pochi momenti ritornò la serenità quella serenità a cui aspiravo da tanto tempo e che per qualche logica strana e perversa sfuggiva dalla mia vita.
Un cameriere si avvicinò al nostro tavolo per servirci e iniziò a fissare Miriam in maniera insistente.
Io ricambiai lo sguardo da parte di Miriam, e fissandolo mi resi conto che il cameriere era indiano, aveva qualcosa nel viso che richiamava fortemente la mia figlioccia.
Era magro e la sua carnagione scusa, faceva risaltare i denti candidi e perfetti, aveva un buon profumo di cadenza orientale ed era gentilissimo nei modi.
Notai i guanti bianchi, e il taccuino con il quale prendeva delle annotazioni, lo vidi scarabbocchiare qualcosa di indefinito, mentre fissava Miriam come si fissa un fenomeno da baraccone, incredulo e incuriosito.
Le gambe iniziarono a tremarmi per il nervosismo, Daniele restò ammutolito, Miriam era l'unica che sembrava impassibile, o faceva finta di non capire o forse aveva capito troppo bene.
Quell'uomo aveva qualche rapporto di parentela con lei, il viso richiamava quello del cameriere.
Gli stessi due piccoli nei ai lati del naso, lo sguardo profondo e quel profondo sesto senso che noi abbiamo dentro che compare all'improvviso ma di rado si sbaglia.
Miriam alzò la testa e gli sorrise: << Mi porti qualcosa dal buffet>>
Era così lei senza problemi, senza remore, forte ma qualcosa nei suoi occhi tradiva ansia, certe cose non sfuggono.
Quando un dolore ti lacera il cuore, e vieni deluso dalle persone come era accaduto a me per essermi fidata di un attore infido, inizi a capire tante cose, tante cose che prima ti erano precluse, che erano offuscate, dalla fiducia che era innata in te. Dopo un dolore difficilmente riesci a fidarti più delle persone e così passi al "setaccio", ogni gesto, ogni sguardo, ogni sensazione che trapela da uno sguardo.