Aiutare qualcuno è nutrirsi di un cibo più dolce del miele degli dei

Elsa Marini

Dott. M. R.

Sono uno psichiatra e  non metto il mio nome per intero per un semplice fatto di immagine, cercherò di spiegare l'accaduto con termini elementari e alla portata di tutti.
Io avevo come mia paziente una signora di 36 anni che in seguito ad eventi drastici era piombata in una forte depressione.
Era assediata anche dall'incapacità di lavarsi, di vivere di deambulare. La famiglia soffriva, con lei per cui iniziammo la terapia farmacologica a base di
 Noradrenalina-Serotonina , vedevo che la paziente non aveva un sostanziale miglioramento.
Un giorno la sorella della mia paziente si recò da me dicendo che lei voleva provare una nuova strada.
Quando mi spiegò che voleva rivolgersi ad una "fattuchiera" rimasi di pietra, e chiesi se non avesse bisogno anche la sorella di un mio intervento.  Ma volli vederci giusto, così mi informai su questa Elsa, io dovevo capire e se il caso denunciarla.
Così mi presi la briga di chiamarla e lei molto gentile, mi disse che era stata contattata dalla sorella della mia paziente e che mai si sarebbe permessa di prevaricarmi in alcun modo e che si era già "sganciata" dalla signora insistente. In seguito però accadde che la diretta interessata mi comunicò che non voleva più prendere medicinali di alcun tipo a causa del glaucoma che stava peggiorando, le spiegai che avremmo optato per la terapia cognitiva ma lei rifiutò.
Il tempo passò e dopo quattro mesi venne la cliente che io avevo tenuto in cura, faticai a riconoscerla era cambiata era solare, era diversa, pensai che fosse incappata in un disturbo bipolare, ovvero alternava momenti in cui stava bene a momenti in cui stava male.  Lei mi chiese comunque un ciclo di trattamento. Alla quarta seduta le dissi chiaramente che lei non aveva più problemi come se non vi fosse mai stato alcun disturbo che avesse interessato i neuromediatori.
Lei mi raccontò che la Sig.ra Marini l'aveva aiutata senza nulla a pretendere.  Anzi l'aveva ascoltata e le aveva regalato una statua di un santo. Non sapevo se arrabbiarmi o che fare, ma furono i fatti a parlare. Lessi un'altra testimonianza quella della ragazza che soffriva di anoressia e contattai la famiglia e anche in quel caso la Marini non aveva preteso compensi ma era accaduto qualcosa che in medicina è inspiegabile. Io ora  non so come sia potuto accadere, ma so soltanto che questa persona ha qualcosa di speciale che va oltre i confini dell'empiricità.

Lei mi disse inoltre che lei aveva accettato perchè aveva saputo che la mia paziente aveva rinunciato alla cura ed era stata supplicata dai familiari. Poi aggiunse in maniera candida non si preoccupi lei avrà due figli.
Non replicai io ero divorziato perchè volevo dei figli e mia moglie era sterile, ma me lo aveva tenuto nascosto e insieme a questo tante cose, come un suo amore effimero.

Passarono due settimane e mentre rimuginavo sul tutto, incontrai ad un congresso una collega molto simpatica, iniziammo a frequentarci. Fin quando una sera le chiesi di andare a vivere insieme per suggellare questo idillio.

Mentre ora sto scrivendo questa storia assolutamente vera, ripenso ai due gemellini che nasceranno a fine marzo e mi chiedo chi sia Elsa e chi le abbia dato certe facoltà e la ringrazio per una goccia di bene  gratuita che mi volle donare insieme ad un
talismano che reco con me nel portafogli.

 

      

 

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( La medicina per me resta insostituibile e rivolgersi ad un medico è sempre la cosa migliore da farsi)

 

 

 

                                                         

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