Cosa sta succedendo, cercai di urlare in inglese ma nulla, non avevo modo di farmi comprendere, parlavano solo la loro lingua.
Afferrai una lampada e cercai di scagliarla contro uno di loro che non rispose anzi mi voltò  le spalle e sbattendo la porta se ne andò insieme agli altri due.
Vidi la mia maglietta imbrattata di sangue, restai seduto a terra per mezzora o forse anche di più.
Mi rialzai misi una poltrona davanti alla porta di casa.
Mi feci una doccia fredda e mi misi a letto.
Dopo un poco arrivò Laura, ma io non mi sentivo di pranzare, però dovevo sistemare questa faccenda e dovevo iniziare da lei.
Quando aprii la porta, lei restò accigliata nel guardarmi livido e con diverse escoriazioni sul viso ma sopratutto sfiorò la benda messa in modo maldestro sulla guancia dove ero stato colpito dal serramanico del losco individuo.
Non mi resi conto che il sangue continuava a scendere lungo il collo, e ormai la mia lacoste aveva una striscia rossa che sembrava essere stata un vezzo creativo di uno stilista fuso, ma degno di riverenza forse per il suo nome complicato o per le sue creazioni atipiche.
Guardai lei negli occhi e  dopo un ora svuotai il sacco, le dissi tutto.
Lei se lo aspettava, e mi disse che non sentiva più nulla per me e da molto cercava di confidarmi che c'era Mario, un suo collega di lavoro, che la faceva sentire appagata e felice.
Ci abbracciammo e ci promettemmo lealtà e amicizia fraterna.
Penso che molte coppie dovrebbero riuscire ad accettare una rottura, ma forse il nostro caso aveva risvolti pacifici motivati dal fatto che ormai la nostra coppia era sterile, e il nostro rapporto ben si distanziava anche dal definirsi platonico.
Dopo quell'episodio, trascorsero 2 mesi circa e Julya si fece viva.
Nel suo stentato italiano mi disse che  lei era incinta e che io dovevo provvedere al mantenimento del bambino.
Le chiusi il telefono in faccia e mi recai al lavoro, mentre guidai intravidi il faccione del mio aggressore, dallo specchietto retrovisore pregai che non fosse lui ma era proprio lui con i suoi 2 accompagnatori teppisti
Feci finta di non vederli , non rispettai neanche il semaforo rosso e cercai di raggiungere il posto di polizia.
Ma fui tamponato e mi ruppi il setto nasale, forse Dio o chiunque sia stato, mi venne in soccorso perchè una pattuglia della polizia municipale venne in soccorso, i malviventi vedendo ciò risalirono in macchina e fuggirono, la polizia  non li corse incontro e ancora devo capire il perchè, più tardi loro dissero che avevano solo visto me accasciato sul volante e nel traffico non avevano notato la macchina che mi aveva tamponato.
Non feci denuncia, se non contro ignoti.
Mi feci scortare e sotto casa restai a fissare con occhi carichi di dolore il paraurti spaccato della mia piccola utilitaria.
Era una macchinetta però era stata l'unica più accessibile per me.
Salii sopra e bloccai più volte l'ascensore per paura di arrivare su, il mio dito sull'alt quasi ad ogni piano tra il muro e la porta di vetro.
Ormai ero terrorizzato cosa potevo pensare? Cosa dovevo fare?
Dopo un ora un rumore forte nella porta mi fece trasalire, sentii un fruscio e un foglio su cui era scritto una sottospecie di ricatto, di un importo "10.000 euro con una data :" 29 marzo".
Come quelli ne arrivarono altri 2 finchè una notte avvertii una forte puzza di bruciato  mi affacciai impaurito e con un presentimento. La mia piccola vettura in fiamme.
Tralascio il mio andervieni dalla polizia, lasciamo perdere il fatto che i miei vicini mi tolsero il saluto, perchè pensavano che io avessi problemi con la mafia o chissà che avanzo  di galera fossi.
Iniziai a diventare paranoico, stavo male avevo paura di essere seguito.
Iniziarono ad arrivare telefonate strane nel cuore della notte, il 29 marzo si avvicinava e con esso il mio terrore si amplificò.
Non sapendo cosa fare chiamai la mia ex e parlammo per un ora abbondante.
Lei mi disse che una sua amica era ricorsa ad una maga, io mi rabbuiai pensando mi stesse prendendo in giro ma segnai comunque questo numero 331...
Almeno avrei avuto qualcuno a cui parlare, mentre pensavo tutto ciò, avvertii dei passi fuori alla porta e vidi uno degli aggressori fuori la porta del mio appartamento e fui contento di aver speso soldi per la porta blindata.
Spensi tutte le luci e feci finta di non essere in casa, piansi come un bambino disperato.
Mi addormentai accasciato nel  bagno e pregai Dio di aiutarmi.
L'indomani non andai in ufficio convinto a barricarmi in casa, accesi il computer e cercai il sito di questa maga.
Non credetti a nulla e pensai ad una messinscena con i fiocchi, però quando la chiamai mi resi conto che dall'altra parte dell'apparecchio c'era una persona, un essere umano che mi rivelò cose personali che già sapevo ma che lei da estranea non poteva conoscere.
Mi disse che la mia vita era in pericolo ma che mi avrebbe aiutato, poteva farlo e non avanzò richieste e compensi se non di fare del bene ad un povero senzatetto.
Io pregai mio padre deceduto 7anni fa che qualcosa si muovesse.
Fin quando non accadde un fatto stranissimo, la ditta per la quale lavoro mi dette un incarico all'estero ben pagato, accettai perchè ormai qui non avevo più nulla e nessuno per cui restare.


Dopo due settimane ti terrore i tipi scomparvero e trascorse tranquillo anche il 29 marzo non seppi più nulla di loro, e dopo 5 giorni che avevo riparlato con Elsa, sognai mi padre che mi disse: << Sei libero figlio mio>>

Dopo due giorni fui rintracciato dal fratello della mia ex, avevano ritrovato i miei documenti in un auto incidentata, guidata da uno straniero che in seguito ad un infarto aveva avuto un brutto incidente ed era finto a muro ed insieme a lui era morto un altro straniero.
Furono vaghi e non ho potuto sapere come siano andate le cose, il fratello della mia ex disse che era una mercedes rubata.
Da li non ebbi più minacce, di Julya non seppi nulla più.
Non ho mai saputo cosa fosse accaduto in realtà, non so se Elsa c'entri, ma ho avuto dei segni che mi hanno fatto pensare che c'è stato qualcosa di inspiegabile e unico in tutto ciò, lei non mi ha chiesto soldi per nulla. Però posso assicurare che la storia è tutta vera,anche se ho dovuto cambiare alcune cose: Laura non si chiama  così, ho cambiato il nome per tutelare l'immagine della mia ex,e di chi non ha voluto comparire in questa testimonianza. benchè ci fosse la foto mia, naturalmente i miei colleghi di lavoro, e molti altri testimoni sono a conoscenza di tutto.
Molte cose sono state omesse per rendere scorrevole  la testimonianza e sopratutto meno cruenta.
E' trascorso tantissimo tempo, io ora lavoro in Germania dove sono a capo del personale di un azienda, guadagno bene. Sono fidanzato con una ragazza  che si chiama Norma, che non solo non ho  mai tradito, ma ho intenzione di sposare a fine settembre, E una signora di nome Elsa me lo aveva predetto 4 anni prima...
Grazie Elsa