(ad Elsa
con affetto)
Non avrei mai pensato di scrivere per una maga io che non credevo alla magia
ed odiavo i maghi e di conseguenza anche la persona in questione.
Ne avevo lette tante, però nella situazione in cui mi trovavo, non potevo fare
troppo la schifettosa e dovevo comunque avere un appiglio, poter credere in
qualcosa.
Era di vitale importanza per me, poter credere, o meglio iniziare ad avere un
minimo di fiducia in qualcuno.
Premetto che già avevo contattato altri maghi e maghe vari.
Ma soltanto chiamando questa persona, mi sono sentita rassicurata. E' diversa
dalle altre e veramente diversa, già mi piace come parla e come ascolta.
E sinceramente una persona così dolce, che ti ascolta ti consiglia e non ti
vuole vendere nulla, non penso che voglia fregarti.
Il mio caso era difficile mio marito mi aveva lasciata, per una ragazza molto
giovane che aveva l'età di nostra figlia e la colpa era anche mia, perchè avevo
trascurato mio marito Luca.
Non avevo mai voglia di lui. Facevo di tutto per evitare rapporti fisici.
Ero diventata fredda e vivevo solo per la casa e per il mio lavoro di insegnante
di inglese in un liceo linguistico , quando tornavo a casa dopo il lavoro,
dovevo iniziare il mio secondo lavoro, quello di massaia.
Avrei dovuto assumere una domestica ma pensavo di farcela lo stesso.
Mia figlia studiava a Perugia per cui ero sola quel giorno, aspettavo mio marito
che stranamente ritardava, così lo chiamai sul telefonino, io digitai il numero
e una piacevole sinfonia si diffuse nella cucina, presto mi resi conto che Luca
aveva lasciato il cellulare in una giacca lasciata su una sedia della cucina, il
solito disordinato pensai con disappunto.
Riunciai a chiamare, ma dopo qualche attimo il telefonino prese a squillare
decisi di non rispondere, ma per quanto mi piacesse la musichetta decisi di
zittire il telefono, ma quando presi il telefonino lessi sul display illuminato:
" Ing. Valente" pensai che fosse lavoro e risposi, pronto decisa a scusare la
sbadataggine di mio marito.
Ma una voce debole rispose dall'altra parte: " no devo aver sbagliato"
"Ma lei non è l'ingegner Valente?"
"Io no, sono..sono la segretaria"
" Guardi ha lasciato il cellulare a casa" - come una sciocca mica avevo pensato
a qualcosa di male
Poi nel chiudere la conversazione trovai una bustina che lampeggiava e fino alla
fine decisa di non fare la curiosa non l'aprì ma cercai il tasto per spegnere il
cellulare ma dovetti sbagliare perchè si aprì una finestra e scomparì l'icona
della bustina lampeggiante e quello che lessi mi lasciò senza parole o mio
marito era gay o l'ingegner Valente era la ragazza con cui avevo parlato prima,
o peggio era un nome inventato per nascondere la sua tresca: " Caro mi
mancheranno i tuoi baci e spero che domani pomeriggio potremmo coccolarci, ti
amo".
Restai senza respiro, poi mi feci coraggio e cercai altre prove ma quello era
l'unico messaggio, il traditore li aveva cancellati tutti.
Un rumore di porta che si chiudeva, era tornato io gli andai incontro con il
cellulare in mano per fargli leggere il messaggio e con un sorriso amaro dissi:
"Ti ha chiamato l'ingegnere, Valente mi sembra"- dissi con la voce strozzata dal
pianto.
LUi calò lo sguardo e mi disse: " mi spiace è finita, non ti amo più con te non
sento più nulla, ma te lo avrei detto".
"Quando?"
"Mi spiace"
I giorni trascorsero, in una baraonda di dolore, mi ammalai e tornai da mia
madre.
Quando mia figlia tornò venne a conoscenza del fattaccio e la prese con
filosofia, cosa che mi ferì tantissimo avrei voluto che si schierasse dalla mia
parte e invece no commentò in maniera acida:" mamma ma di che ti meravigli? Lei
forse non ha sempre l'emicrania, tu eri sempre nervosa, schizzata"
"come ti permetti?"- esclamai indignata e pensai con dolore che stavo perdendo
anche mia figlia
Litigammo per un ora, lei mi rinfacciava di essere fredda ed io che lei non se
ne importava nulla della famiglia.
Lei partì l'indomani, dopo aver dormito da mia madre la quale non volle
partecipare al nostro acceso dibattito per non trovarsi contro la sua adorata
nipote.
Quando tornai a scuola non avevo voglia di parlare e detti un compito in classe,
vidi i ragazzi guardarmi con disappunto.
Ragazzi non vi metterò voti, e solo per capire cosa sapete o cosa no, per
colmare le vostre lacune.
" Lord George Gordon Byron and the concept of the 'Byronic hero' ".
Uscii certa dello scopiazzo generale, ma il mio senso etico-didattico era stato
sostituito dal dispiacere e dal senso di frustrazione che ormai dilagava dentro
di me e permeava in ogni mia cellula.
Ero distrutta.
Andai in sala professori e mi misi davanti al computer e qualcuno aveva lasciato
il computer acceso su una pagina internet che destò in me forte curiosità: il
sito di un mago, non era Elsa.
Rimasi a leggere il numero di telefonino dell'operatore occulto lo segnai sul
mio cellulare e decisi che lo avrei chiamato nel pomeriggio.
Ritornai in classe ritirai i compiti che due allievi mi dettero in maniera
svogliata e quasi come se mi stessero facendo un favore.
Quando tornai da mia madre, no mangiai neanche e mi misi davanti al televisore,
vidi beautiful e poi cento vetrine e per un attimo dimenticai i miei problemi.
Poi mi feci coraggio e chiamai il mago Tom****. il quale in maniera scortese
disse subito che io avevo una fattura addosso e mi chiese circa 2000 euro, più
altri 1500 per far tornare mio marito. Credetemi li avrei pagati volentieri pur
di riunire la mia famiglia, ma a pelle non mi piaceva, sentivo che una persona
così fredda tutto poteva fare meno che aiutarmi.
E poi io cercavo conforto e invece mi trovai una persona scostante pronto a
dirmi che dentro di me c'era il male.
Chiusi la conversazione con il suo numero omnitel e decisi di tentare un altro
mago.
L'indomani feci una ricerca e trovai il numero di un mago straniero che si
millantava di avere origini nobile, ma scappai perchè mi chiese la carta di
credito e neanche capiva che da persona sofferente avevo bisogno di una parola
buona.
Dopo vari "soggettoni" mi imbattei in Elsa, che come già ho scritto sopra mi
piacque con lei fu amore a "primo ascolto".
Mi ascoltò e ciò mi fece star meglio, ed ebbi un pianto liberatorio cosa che non
facevo da molto tempo ormai.
E strano come una perfetta estranea riuscii a infondermi coraggio.
Non parlà di prezzi, non mi parlò di negatività. Mi spiegò tante cose e riaccese
in me una speranza, che mi aiutò ad arrivare a sera e a fine mese.
Decisi di tentare con lei.
Purtroppo trascorse un mese e non ebbi notizie di mio marito anzi si presentò
con le carte per il divorzio.
Però riuscivo a star meglio, non soffrivo più ed acconsentii a firmarle, e gli
chiesi di lasciarle.
Ma un trillo del mio cellulare mi bloccò era Elsa, le disse che lei non aveva
potuto far nulla e lei mi disse: " abbi fede".
Iniziai a provare un moto di rabbia verso di lei, però qualcosa dentro di me non
mi fece firmare le carte.
E dissi a mio marito: " dammi qualche altro giorno ti prego", lui annuì seccato.
Trascorsero in realtà diversi giorni e una domenica mattina mi arrivò un
messaggio da parte di mio marito: " hai firmato le carte, sto venendo a
prenderle"
Con mano tremante firmai le carte e pregai che Elsa non mi avesse dimenticata:
"Elsa ti prego se sono vere le tue testimonianze, dammi un segno o ti auguro il
male che hai fatto a me per avermi illusa" pensai con malvagità.
Sentii il rumore della sua moto, e tremai guardai mia madre con gli occhi pieni
di lacrime.
Salìì dopo poco avrei voluto che mia madre abitasse all'ultimo piano per
temporeggiare, avere il tempo di asciugarmi gli occhi e mettermi un filo di
mascara.
Aprii la porta e non vidi il suo volto ma un mazzo di rose bianche e lui
nascosto dietro le rose.
" Che vuol dire?"
" Non sono per te, ma per tua madre perchè io ho tante cose da dirle, per te ho
un altra cosa, ma hai firmato le carte"?
" Tienitele bastardo" urlai.
Le prese le strappò e disse: " ti amo perdonami, ti amo più di prima, vuoi
risposarmi?"
Non ci credevo iniziai a piangere ma stavolta di gioia, mia madre rimase di
pietra poi lui mi strinse forte a sè con gli occhi pieni di lacrime, venne anche
mia madre che in maniera goffa si strinse a noi. Mi dette un pacchettino piccolo
contenente un bellissimo trilogy.
Ho sbagliato, ma ora voglio rimediare...
Ha rimediato eccome.
Ho ripreso a vivere, a respirare.
Dopo due settimane chiamai Elsa, e lei era come se già sapesse le cose come
erano andate. E mi disse che era giusto che fosse andata così.
E mi disse: "ora non hai più bisogno di me, ho fatto il mio, però la
testimonianza la voglio".
Ed eccomi qui...a scrivervi.
Testimonianze
sempre di più mi avete scritto in più da non perdere l'ultimo caso...clicca
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